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Gymnasium patavinum Iacobi Philippi Tomasini episcopi aemoniensis libris 5. comprehensum .... - Vtini : ex typographia Nicolai Schiratti, 1654.
Guida all'imp. regio orto botanico in Padova / di Ceni Antonio ; corredata di sette vedute prospettiche litografate del professore A. Tosini. - Padova : tip. A. Bianchi, 1854.
L'horto de i semplici di Padoua … / [Giacom'Antonio Cortusi]. - In Venetia : appresso Girolamo Porro, 1591.
Catalogus plantarum horti gymnasii patauini. Quibus auctior erat anno 1644. Praefecto ejusdem horti d. Io. Veslingio .... - Patauii : Typis Pauli Frambotti, 1644.
In C. Plinii Maioris capita aliquot … vbi Matheoli errores non pauci deteguntur. Authore Melchiore Guilandino .... - Lausannae : excudebat Franciscus le Preux ... 1576.
Prosperi Alpini De plantis Aegypti liber ... Accessit etiam Liber de balsamo aliàs editus. – Venetiis : apud Franciscum de Franciscis Senensem, 1592.
Flora dalmatica, sive Enumeratio stirpium vascularium quas hactenus in Dalmatia lectas et sibi observatas / descripsit digessit rariorumque iconibus illustravit Robertus De Visiani. – Lipsiae : apud F. Hofmeister.



 

 

 

 

Alpino

 

Il 29 giugno 1545 il Senato della Repubblica Veneta decretò la fondazione di un orto per la coltivazione di piante medicinali presso l’Università di Padova dopo una richiesta partita nel 1543 dal titolare della Lectura simplicium, Francesco Bonafede. Lo studio delle piante faceva parte integrante della Materia medica e proprio l’incaricato dell’esposizione delle piante agli studenti sentì l’esigenza che le piante medicinali, i semplici, fossero studiate dal vero, sul campo e che la conoscenza fosse basata su basi solide per evitare dubbi e truffe con effetti disastrosi sulla vita dei pazienti. L’orto prese posto sulle terre dei benedettini di Santa Giustina e venne costruito in forma di un quadrato entro un cerchio, la forma geometrica che contiene tutte le altre, con ulteriori partizioni. L’elaborato disegno sfrutta l’irregolarità del terreno disponibile, ma fa anche capo alla complessa cultura del tempo, un microcosmo dove si riflette la varietà e la grandezza del mondo naturale. Alla partenza della fabrica collaborarono Daniele Barbaro, Pietro da Noale, Andrea Moroni e, come consulente per la parte botanica, il veneziano Pietro Antonio Michiel. Il primo direttore, il cosiddetto prefetto, dell’orto è Luigi Squalermo detto l’Anguillara (dal 1546 al 1561), erborizzatore e viaggiatore, educato allo studio dal vero delle piante.

L’orto venne presto chiuso da un muro per impedire l’accesso ai ladri, munito di un ponte e di una porta in pietra sul canale, in seguito di fontane e statue ma conserverà sempre il suo disegno distintivo come appare nella tavola dell’Horto de i semplici... di Girolamo Porro (1591). Nella stessa opera il testo presenta anche gli spazi per scrivere i nomi delle piante che crescevano nelle areole degli spalti centrali.

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