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Neandertal

La nascita dei riti

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margheritina

 

 

 

 

 

 

Cranio Neandertal

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alcea Rosa

 

 

 

 

 

 

 

Ingrandimento foto>

Calco di cranio dell’uomo di Neandertal(Homo neanderthalensis King 1864)
Replica del cranio del neandertaliano ritrovato a la Chapelle-aux-Saints in Francia nel 1908. L’uomo di Neandertal visse in Europa e nel Vicino Oriente da 230 mila anni fino a 30 mila anni fa.

Icones plantarum medico-oeconomico-

technologicarum cum earum fructus ususque descriptione

/ [Ferdinand Bernhard Vietz]. – [Vienna, 1800].

Pratolina o Margheritina(Bellis perennis L. - famiglia Compositae)
Specie comunissima in tutto il territorio, le foglie venivano usate sin dai tempi antichi per cicatrizzare le ferite, le ulcere e nelle dermatosi in genere; tutta la pianta ha proprietà disintossicanti.
Secondo le tradizioni Anglo-Sassoni, è una delle piante sacre nella festa di Mezz’Estate (21 giugno).

Strumenti litici musteriani (calcare duro – Lubiana, Slovenia)
Due esempi di industria su pietra dei Neandertaliani: una lama (a destra) e una punta (a sinistra).


 

 

litica

 

Periodo: circa da 80.000 a 30.000 anni fa

In Europa le prime manifestazioni dello spirito umano sono associate ai Neandertaliani (Homo neanderthalensis). Gli antropologi sono certi che questi uomini, come i cacciatori-raccoglitori attuali, praticassero riti propiziatori per la caccia legati alla magia. Nelle profondità della Grotta delle Streghe, a ovest di Genova, a circa 450 metri dall’ingresso, i Neandertaliani lanciavano blocchi di argilla contro una stalagmite che aveva vagamente la forma di animale in una beneaugurante caccia simbolica.
È soprattutto attraverso le sepolture che datano intorno ai 70 mila anni fa che possiamo intuire la ricchezza della spiritualità neandertaliana. Sono state ritrovate tombe con i corpi deposti in posizione fetale, con le ginocchia piegate e le gambe raccolte contro il petto e forse legate con delle cinghie. La posizione fetale richiama forse simbolicamente un ritorno alla Madre Terra; un’altra lettura la si può ricavare dalle credenze religiose di popoli di interesse etnologico attuali che legano i morti per impedire loro di turbare il mondo dei vivi; altrimenti è possibile che questa posizione fosse soltanto un modo per risparmiare fatica, dato l’arduo compito di scavare fosse in un terreno roccioso con strumenti di pietra o legno. Particolarmente suggestivo è il ritrovamento nel 1951 dei cosiddetti “sepolcri fioriti” di Shanidar, nell’odierno Iraq. Qui i defunti venivano colorati con l’ocra e nelle tombe si ritrovano resti pollinici di varie specie di fiori dai colori vivaci affini alla margheritina, alla malvarosa e al senecione; queste piante sono utilizzate anche per fare cataplasmi e come erbe medicinali. Alcuni autori propongono che le piante curative poste nella tomba permettessero al defunto di riguadagnare la salute nell’aldilà. Secondo altri, invece, l’uso dei fiori avrebbe una valenza simile a quella attuale.

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