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Modello di portantina (legno laccato, metallo - fine XIX secolo - Collezione Bardi)
La portantina appartiene a una serie di mobili e suppellettili in miniatura che veniva esposta assieme alle bambole hina il giorno del 3 Marzo. Tali miniature riproducono fedelmente, e con materiali pregiati come la lacca, il corredo nuziale delle giovani spose appartenenti a famiglie nobili o samuraiche. Erano considerate simbolo di felicità e di realizzazione della vita matrimoniale e per tale motivo si pensava fosse di buon auspicio regalarle alle ragazze in età da marito
Bambole musha (legno, carta, stoffa, gofun - fine XIX secolo - Collezione Bardi)
La coppia di bambole raffigura l'imperatrice Jingū e il suo fedele primo ministro che tiene in braccio il figlio appena partorito, il piccolo Ōjin. Esse appartengono alla tipologia di bambole artistiche destinate alla Festa dei bambini che si celebra il 5 Maggio esponendo all'interno delle abitazioni, tra le altre cose, bambole che raffigurano eroici guerrieri in armatura. Anticamente il 5 Maggio era un giorno dedicato ai riti di purificazione, abbinato al fiore di iris che si credeva contribuisse a liberare dalle impurità L'imperatrice Jingū è la moglie del quattordicesimo imperatore del Giappone, morto all'indomani della spedizione per invadere la Corea. Ella ha preso il suo posto sul trono e a capo della spedizione portandola a termine vittoriosamente. Al ritorno ha dato alla luce il figlio portato in grembo per tutta la durata della spedizione, il quindicesimo imperatore del Giappone.
(Camellia sinensis L. = Thea sinensis Sims. - famiglia Theaceae)
Il tè sembra essere stato introdotto come bevanda in Cina circa settecento o ottocento anni prima di Cristo mentre in Giappone l’uso si diffuse a partire dall’ottavo secolo dopo Cristo. Gli Inglesi, e successivamente gli Europei, ne conobbero l’esistenza nel XVII secolo; di iniziale appannaggio degli aristocratici, successivamente divenne sempre più diffuso in tutte le classi sociali. L’infuso ottenuto dalle foglie ha effetti nell’abbassare la pressione, stimola il sistema nervoso, calma lo stomaco e l’intestino, regola la respirazione e la circolazione del sangue, ha azione antiossidante, ha effetti diuretici e anticellulitici.
Bambole hina (legno, carta, stoffa, gofun - fine XIX secolo - Collezione Bardi)
Le bambole raffigurano suonatori di un genere musicale tradizionale chiamato gagaku e vengono usate in occasione della Festa delle bambole che cade il 3 Marzo. Anticamente questo giorno era dedicato ai riti di allontanamento della sfortuna e abbinato al fiore di pesco. Nel corso dei secoli tale ricorrenza è divenuta la festa in cui si dispongono all'interno delle abitazioni bambole che raffigurano la coppia imperiale e la corte (servitori, suonatori e dame) per festeggiare la nascita di una figlia femmina e pregare per la sua felicità.
Bambola daruma (cartapesta dipinta - fine XIX secolo - Collezione Bardi)
Bambola che raffigura Daruma (detto anche Bodhidharma), lo storico fondatore del buddhismo zen. Si tratta di una bambola in cartapesta, molto diffusa come porta fortuna e souvenir del tempio presso il quale viene acquistata. Appartiene alla categoria di bambole folcloristiche, cioè bambole che in origine erano prodotte con materiali poveri dalla gente comune. La leggenda vuole che la pianta del tè sia nata dalle palpebre recise dallo stesso Daruma per non addormentarsi durante le lunghe ore di meditazione.
Teiera chagama(ghisa (?)- fine XIX secolo - Collezione Bardi)
Teiera usata per scaldare l'acqua durante la cerimonia del tè. Ogni teiera, quando al suo interno l'acqua bolle, produce un suono caratteristico chiamato matsukaze cioè "vento tra i pini".
Pomona italiana, ossia Trattato degli alberi fruttiferi / di Giorgio Gallesio. - Pisa : Fratelli Amoretti : N. Capurro, 1839.



 

 

 

teiera

La pianta del tè è protagonista in Giappone di un rito complesso e raffinato, la cerimonia del tè. La sua introduzione nel paese è legata alla figura di Daruma, lo storico fondatore del buddhismo zen, che si è tagliato le palpebre per non addormentarsi durante i lunghi anni di meditazione. La leggenda vuole che la pianta del tè sia nata dalle sue palpebre gettate a terra.
Il tè in origine era coltivato per le sue proprietà terapeutiche da numerose popolazioni asiatiche. I cinesi, in lunghi secoli di studi, avevano selezionato diverse varietà di tè destinate al trattamento di malattie della testa, del cuore e dello stomaco. In Giappone si è legato prevalentemente ai monasteri, dove il tè era bevuto dai monaci durante la meditazione. La cerimonia del tè ha una ritualità e una sequenza di gesti misurati e precisi, una profonda estetica di umiltà e semplicità. Attorno alla cerimonia del tè sono fiorite le arti giapponesi tradizionali come la pittura, l'arte della ceramica e l'ikebana, l'arte di disporre fiori.

Bambole di suonatori e di guerrieri rappresentano la religiosità popolare giapponese che, in feste dall'origine molto antica, usavano particolari bambole e specifiche piante (pesco e iris) per proteggere i bambini dalle negatività che si credeva causassero le malattie. L'insieme di credenze in gran parte superstiziose di cui era intriso lo shintoismo, davano grande importanza ai riti di purificazione e di allontanamento della cattiva sorte. Le bambole erano usate come ricettacoli che assorbivano le impurità e le piante venivano usate per preparare particolari pietanze e ornare le abitazioni. Nel corso dei secoli le bambole sono diventate sempre più grandi e preziose; ancora oggi vengono esposte all'interno delle abitazioni in occasione della festa delle bambine (3 marzo) e dei bambini (5 maggio).

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