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Coca(Erithroxylon coca Lam. - famiglia Erithroxylaceae)
Nelle foglie della coca sono contenuti alcuni alcaloidi, tra quali la cocaina, uno stupefacente che eccita il sistema nervoso ma che viene utilizzato in medicina come anestetico locale. È molto usata dagli indios delle Ande che, masticando le foglie, non sentono la fatica, la fame e i disturbi che abitualmente colpiscono chi vive alle alte quote. Il bolo, un miscuglio di calce e ceneri che accelera la decomposizione della foglia, viene masticato, o semplicemente tenuto sotto la lingua per tutta la giornata. K'oca in quechua significa "sacro" e la pianta, per la sua capacità di aumentare le facoltà percettive, è stata da sempre considerata intermediaria fra gli uomini e la divinità; secondo indagini archeologiche si utilizzava nelle cerimonie già duemila anni prima di Cristo.
Usi “magici”: legare una foglia all’amo permette di avere una buona pesca mentre lasciarne qualche foglia lungo il cammino serve per assicurarsi un buon ritorno.
I popoli naturali dell'Oceania dell'America e dell'Asia / [di] Federico Ratzel. – Torino : UTET, 1896.
Antonimi Storck ... Libellus, quo demonstratur: stramonium, hyosciamum, aconitum ... – Vindobonae : typis Joannis Thomae Trattner, 1762.
Esplorazione delle regioni equatoriali lungo il Napo ed il fiume delle Amazzoni : frammento di un viaggio fatto nelle due Americhe negli anni 1846-1847-1848 da Gaetano Osculati. – Milano : Tip. Bernardoni, 1850.



 

 

 

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L’America del Sud, grazie alla presenza delle grandi foreste pluviali, è probabilmente l’area con la maggior ricchezza floristica del mondo. Solo in Brasile, ad esempio, si contano più di 2.500 specie arboree la maggior parte delle quali, oltre a fornire nutrimento e protezione a moltissimi animali, rappresenta anche la principale risorsa di legname del mondo. Tante sono le piante tradizionalmente usate dagli indigeni a scopo terapeutico e il cui uso è stato confermato dalla medicina occidentale. La china estratta dalla corteccia di alcune specie del genere Cinchona, era utilizzata dagli indios per sconfiggere le febbri malariche. Con la conquista da parte degli spagnoli arrivò in Europa nel 1639 con i gesuiti. Il curaro fu per molto tempo avvolto dal mistero. Si tratta di un termine generico con cui si indicava il veleno usato dagli indigeni del bacino amazzonico per avvelenare le frecce; la sua prerogativa era di uccidere gli animali senza intossicarne le carni. La preparazione del veleno era generalmente affidata agli stregoni i quali, con rituali magici, estraevano e concentravano il succo di alcune piante e, soprattutto, di Chondrodendron  tomentosum. Studi successivi dimostrarono che il curaro è debolmente tossico se ingerito; la sua azione si manifesta tramite paralisi dei muscoli scheletrici e per questo viene tuttora usato nelle anestesie. Dal Sud-America provengono anche piante alimentari quali la patata (Solanum tuberosum), il mate (Ilex paraguariensis) da cui si ricava un infuso ricco in caffeina e tradizionalmente bevuto in tutta l’America latina, le arachidi (Arachis hypogaea) i cui semi contengono olio e vitamina P, il cacao (Theobroma cacao) arrivato in Europa con Cortés nel 1528, la manioca (Manihot utilissima) che rappresenta una delle principali fonti di nutrimento per le popolazioni dell’America tropicale.

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